Post Pink. Antologia di fumetto femminista: nove storie, nove donne

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Post Pink

Post Pink è una raccolta di storie a fumetto, nove storie disegnate da nove diverse fumettiste. Sono i racconti di “tutto quello che le donne sanno dire di sé”.

Essere donne

Essere donna non vuol dire rispettare i canoni fissati dalla società, ma il movimento femminista che si è largamente diffuso, soprattutto negli ultimi anni, ci ricorda che essere donne è prima di tutto essere libere di essere se stesse. Questo è proprio lo scopo del fumetto. Ogni storia racconta un donna con una propria identità, unica, ognuna che vive la propria femminilità a modo suo.

Quelle raccolte in Post Pink, curato da Elisabetta Sedda e distribuito da Feltrinelli Comics, sono nove diverse versioni di donna, ognuna con la propria identità. Ogni fumettista ha raccontato una di queste versioni, ha vestito i panni di questa donna e ha raccontato la sua storia.

“La femminilità è qualcosa che si impara e ha il suo prezzo; ogni donna si ritrova a pagare una condizione che non ha scelto, perché le è stata imposta quando non aveva l’età e la coscienza per sottrarsi a certe regole”.

Post Pink in un mondo di uomini

Per creare una propria identità, tuttavia, bisogna sapersi ribellare agli schemi e agli stereotipi imposti da una società creata da uomini per uomini.

Post Pink inizia con una prefazione di Michela Murgia per poi passare a una serie di storie, un dedalo di vite e di donne che hanno lottato contro gli schemi per imporre la loro identità.

“Immaginarsi donna è stato difficile anche per le donne stesse, dopo secoli passati ad ascoltare storie di uomini raccontate da uomini” – Michela Murgia.

È così che è nato Post Pink per permettere alle donne di dare voce alle donne, di diventare la voce narrante di quelle storie che magari non sono personali, ma comunque profondamente intime.

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Il tutto per combattere una volta per tutte gli stereotipi di genere. Perché la donna vuole provare piacere senza essere considerata ninfomane. Vuole scegliere di non diventare madre o di non contare i chili. Ogni donna ha il diritto di essere donna a modo suo. Di essere libera di crearsi una sua identità anche se al resto del mondo sembra strano e assurdo.

Le storie di Post Pink

Cristiana Portolano nel suo fumetto racconto di Ildegarda di Bingen, personaggio realmente esistito, a cavallo tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo. Ildegarda fu una compositrice, venerata come santa dalla comunità cattolica. Nelle sue lodi celebrava l’orgasmo come momento di connessione con il divino.

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Cristiana Portolano racconta la storia di Ildegarda

C’è poi la storia raccontata da Fumetti Brutti, che ci porta nel difficile percorso che una donna nata uomo deve affrontare per affermare la propria identità di genere.

Sara Menetti entra nel vivo degli stereotipi più infidi e dolorosi, quelli che valutano una donna in base ai centimetri: i centimetri di una gonna o di una pancia che cresce.

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Centimetri di Sara Menetti

Nel fumetto scritto e disegnato da Alice Social e  Silvia Rocchi si parla di sessualità e piacere femminile.

Margherita Morotti ci racconta cosa è la sensibilità femminile.

“Ecco, era diventata una bambina. Il suo comportamento poteva essere catalogato come femminile. Era stata domata. Gli stereotipi avevano trionfato”.

Alice Milani racconta quanto sia difficile per una donna denunciare e, a proseguire questa riflessione, ci pensa Sara Pavan.

Margherita Tramutoni racconta di quanto sia difficile, ancora oggi, subire le critiche quotidiane di una donna che sceglie di seguire dei sogni che non siano un marito e una famiglia.

Ogni donna ha diritto di vivere la propria femminilità come ritiene più opportuno e nessuno dovrebbe mai etichettarla per aver scelto una strada diversa da quella che il mondo si aspettava da lei.

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