Regionali Sardegna, Conosciamo Marinella Grosso

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marinella grosso

Sono 7 i candidati alla Presidenza della Regione Sardegna e quasi 1500 gli aspiranti consiglieri.

Tra questi 700 sono donne e le stiamo conoscendo un po’ più da vicino attraverso le nostre interviste.

Abbiamo raggiunto telefonicamente anche Marinella Grosso che si racconta così:

Chi è Marinella Grosso?

Marinella Grosso

foto la Provincia del Sulcis Iglesiente

M: Sono una donna di cinquantacinque anni, ho studiato all’Istituto Tecnico Nautico di Carloforte e qui ho conseguito il Diploma di Capitano di Lungo Corso.

Sono un’amante del mare e di tutte le attività ad esso collegate. Attualmente, infatti, mi occupo del Controllo di Gestione nelle Tonnare di Carloforte.

Forse l’esperienza lavorativa più bella ed interessante da quando mi sono affacciata al mondo del lavoro, circa trentasei anni fa.

In precedenza ho lavorato come rappresentante nell’azienda di mio marito.
All’età di ventitré anni sono entrata a lavorare nei Cantieri della grande Industria di Portovesme, quando allora poche donne si aggiravano per gli impianti.

Penso che in quel periodo fossi l’unica. Non è stato facile, era un ambiente prevalentemente molto maschile ma mi ha fatto crescere sotto tutti i punti di vista. Questo è uno dei motivi più forti per cui sono da sempre legata ed interessata al mondo dell’Industria.

Sono mamma di due bravissimi ragazzi, Nicola trentatré anni e Gianmarco quasi ventotto.
Da due anni sono anche nonna di una bellissima bambina, Chloe, che vive in Spagna perché mio figlio più piccolo ci si è dovuto trasferire per avere un’opportunità lavorativa.

Sono inoltre la compagna di un grande uomo, Marco, avvocato.
Dal punto di vista politico ho svolto l’incarico di Assessore ai Servizi Sociali e Pubblica Istruzione per ben due volte nel Comune di Portoscuso.

Assessore Provinciale alle Politiche Sociali e della Famiglia nella prima Provincia di Carbonia e Iglesias e Assessore al Turismo, Cultura, Sport ed Eventi nella seconda legislatura prima dell’abolizione delle Province.
Tutte cariche ottenute esclusivamente mettendomi in gioco e risultando sempre l’unica donna votata tra gli eletti.

Perché ha scelto di candidarsi?

M:  Giustamente, le persone spesso si arrabbiano nei confronti di chi entra nel mondo della politica e tende a non uscirne più, lasciando poco spazio agli altri e a chi può dare il proprio contributo.

Questa per me sarebbe la prima esperienza in Consiglio Regionale e non sto in alcun modo intraprendendo tale strada per secondi fini o interessi personali. Non voglio, infatti, scrivere le solite frasi che spesso mi capita di leggere nelle esposizioni dei candidati.

La mia presentazione parla da sé. Mi è stata proposta un’opportunità unica anche per via della nuova legge elettorale la quale prevede che il 50% dei candidati siano donne. Non nascondo che quella di partecipare alla competizione elettorale per le regionali sarde sia sempre stata una mia aspirazione;

data la mia passione per la materia ed anche per l’esperienza politica che ho registrato nel corso degli anni a livello strettamente locale come ho detto prima.

Questa opportunità, tuttavia, non mi era stata mai concessa prima d’ora ed è per questo che sono estremamente entusiasta di far parte di questa partita.

Mi sono ritrovata davanti ad una scelta semplice ma comunque da motivare con raziocinio davanti agli elettori: accettare le condizioni esistenti o affrontare la sfida con coraggio di cambiare.

Penso veramente che le sorti del mio territorio, il Sulcis Iglesiente, della mia isola, la Sardegna, possano cambiare solo mettendo in campo persone che hanno veramente a cuore i territori e la loro gente e che sappiano lavorare. Si ci tengo a precisarlo, che sappiano lavorare, perché non è facile il lavoro dell’amministratore pubblico, forse l’attività più complessa.

A cosa daresti priorità nel caso venissi eletta?

marinella grossoM: Nel caso venissi eletta in Consiglio sarei una delle rappresentanti di quella provincia, il Sulcis Iglesiente, che ha la fortuna di avere un patrimonio culturale e paesaggistico con pochi eguali in tutta Italia, forse in Europa e nel mondo.

Allo stesso tempo, come ben sappiamo, è una delle zone dell’intero paese che registra tassi di disoccupazione e dispersione sociale allarmanti e che purtroppo ancora oggi non siamo riusciti a recuperare.

Penso che ognuno di noi abbia in via diretta o indiretta un amico, un parente o addirittura un familiare che è stato costretto a lasciare il nostro territorio forzatamente e non per scelta a causa delle difficoltà occupazionali.

Per questo penso di toccare un tasto rivolto a tutti i cittadini del Sulcis Iglesiente. Darò voce, dunque, a tutte queste persone che cercano da troppo tempo una risposta concreta da parte della politica nazionale e regionale.

Partiremo dall’affrontare queste criticità urgenti e, allo stesso tempo, affronteremo le problematiche rappresentate dalla diseconomia dovuta all’insularità di questa terra.

Ci impegneremo a mettere in campo iniziative volte ad attrarre un vero interesse per l’isola a partire dalla fiscalità di vantaggio ed al potenziamento delle infrastrutture. Solo così saremo in grado di garantire quel bacino di utenza necessaria!

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