Emilia Clarke si racconta: “Ho lottato per la vita”

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Emilia Clarke

Emilia Clarke la conosciamo per il ruolo iconico di Daenerys Targaryen, la Madre dei Draghi nella serie televisiva di Game of Thrones.

L’attrice è molto attiva su Internet e nei circuiti social, dove interagisce spesso con i suoi fan e con il pubblico.

Ma Internet può anche essere un’occasione per sfogarsi e rivelare particolari della vita privata che accomunano le star alle persone normali.

E così è stato per la “Daenerys” del piccolo schermo. Emilia Clarke, infatti, ha confessato di aver trascorso un momento di intensa difficoltà a causa della malattia. Che ha rischiato perfino di ucciderla.

“Ho avuto un aneurisma al cervello”

La drammatica rivelazione ha sconvolto il pubblico. Emilia Clarke, nel corso della prima stagione di Game of Thrones, ha sofferto di un aneurisma al cervello.

L’attrice ha rivelato i particolari della sua battaglia contro la malattia nel corso di un’intervista al CBS Sunday Morning.

L’episodio è avvenuto in palestra, dove Emilia stava facendo allenamento. “All’improvviso”, ha raccontato la Clarke, senza trattenere l’emozione, “ho avvertito una forte compressione al cranio, come una banda elastica che mi stava stringendo la testa.”

Emilia Clarke malata

Emilia Clarke racconta la malattia

Un drammatico campanello d’allarme che non andava assolutamente sottovalutato.

Anche perché Emilia Clarke si è accorta di non essere più in grado di muoversi, né di camminare.

La terribile paura provata non le ha impedito però di lottare contro la debolezza che l’aveva assalita e sostenere un intervento chirurgico. Daenerys è tornata sullo schermo, più determinata di prima.

Emilia Clarke due anni dopo Games of Thrones ha rischiato di morire

Due anni dopo, purtroppo, la tempra di Emilia Clarke ha avuto un altro cedimento.

E l’attrice, sul set, è stata colpita da un secondo aneurisma molto più forte e severo del primo.

Il cervello ha smesso di ricevere ossigeno e la giovane è stata ricoverata d’urgenza in ospedale, dove ha rischiato di perdere la vita.

La lotta contro la ,alattia

A due anni di distanza un secondo aneurisma ha rischiato di uccidere l’attrice

“Il dolore continuava, una sensazione di coltellate, percosse, ha rievocato Emilia Clarke durante l’intervista. “Ma in un certo senso sapevo cosa stava succedendo.  Il mio cervello è praticamente morto.”

Un secondo, delicatissimo intervento di chirurgia è riuscito a salvare la vita a Emilia, ma la battaglia più dura doveva ancora arrivare.

La battaglia contro la paura

“In seguito al secondo aneurisma”, spiega Emilia Clarke, “ho avuto paura di non sapere più recitare.”

L'intervista alla Clarke

Emilia racconta la sua disavventura

Una parte del cervello dell’attrice aveva infatti subito gravi danni e la Clarke si è domandata spesso se “in quella parte non fosse racchiusa la mia capacità di memorizzare le battute, di interpretare i personaggi. E sono entrata in una profonda paranoia“.

Perché la recitazione per Emilia Clarke è sempre stata una passione ancora prima di un lavoro.

“È la mia ragione di vita da molto tempo”, ha confessato con le lacrime agli occhi, davanti ai microfoni. “Mi chiedevo cosa ne sarebbe stato di me, se non avessi più potuto recitare.”

Emilia Clarke e il coraggio di Daenerys Targaryen

È stato in questo frangente che il personaggio di Daenerys Targaryen è venuto in soccorso alla sua interprete.

“Daenerys mi ha ridato la forza di lottare, di credere in me stessa”, continua ancora la Clarke nel corso dell’intervista. “Lei ha paura delle cose terribili che le avvengono intorno, ma è una donna tosta e mi ha dato un coraggio smisurato, e soprattutto una gran fiducia in me stessa“.

Il personaggio di Daenerys intepretato da Emilia Clarke

Daenerys Targaryen

Il coraggio di tirare avanti e lottare, sul set come nella vita.

Per questo Emilia Clarke ha fondato un’associazione dedicata all’ascolto, l’aiuto e il sostegno nei confronti di chi ha subito danni cerebrali.

L’associazione si chiama SameYou, e vuole stare accanto alle persone colpite soprattutto nel momento più difficile. Quando, cioè, subentra la paura.

“Torni a casa dall’ospedale e ti fai il primo bagno e ti sembra che tutto sia bellissimo. Poi cominci a chiederti quando ti succederà di nuovo. Ti senti vulnerabile, terrorizzata. Ed è importante concentrarsi su questa fase, a cui sto lavorando da cinque anni”.

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