Nilde Iotti: la prima donna a presiedere la Camera dei Deputati

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Nilde Iotti

Tra le nostre madri costituenti, le grandi donne che per sempre hanno cambiato il volto della politica italiana, c’è anche Nilde Iotti. Lei quel 2 Giugno del 1946, iniziò a riscrivere la storia del bel paese, iniziò a scrivere la storia della Repubblica Italiana.

Fece parte della “Commissione dei 75”, insieme, uomini e donne, scrissero la Costituzione. Ma la sua carriera politica non finì lì, fu lunga ed entusiasmante. Nilde fu la prima donna a ricoprire una delle tre massime cariche dello Stato: la presidenza della Camera dei Deputati.

Infanzia e seconda guerra mondiale

Leonilde Iotti, meglio conosciuta semplicemente come Nilde, nacque a Reggio Emilia il 10 Aprile del 1920.

Il suo coinvolgimento politico risale a un’età giovanissima. Il padre, infatti, ferroviere e sindacalista, finì per essere licenziato e perseguitato a causa del suo orientamento politico. Ciò indubbiamente toccò nel profondo tutta la famiglia.

Leonilde Iotti

Nilde Iotti

Leonilde, purtroppo, rimase orfana di padre ad appena 14 anni. Questo, però, non le precluse di perseguire i suoi sogni e, nel 1942 si laureò in lettere e filosofia.

Seguendo la volontà del padre Nilde iniziò a insegnare all’Istituto Tecnico Industriale di Reggio Emilia, ma c’era qualcosa che continuava a tirarla verso il mondo della politica.

Nel 1943, seguendo i suoi ideali, si unì alla Resistenza, militando nei “Gruppi di Difesa della Donna” di Reggio Emilia. I gruppi emiliani diedero grande supporto, schierandosi contro i nazifascisti fino al giorno in cui l’Italia fu, infine, liberata.

L’inizio della carriera politica

La guerra è finalmente finita. Sono stati anni difficili, anni in cui, tuttavia, Nilde Iotti è diventata un personaggio conosciuto a Reggio Emilia. Così, nel secondo dopoguerra divenne presidente dell’Unione Donne Italiane e iniziò ad avvicinarsi al Partito Comunista Italiano. Era la primavera del ’46 e la sua carriera politica fu fulminea, in un Italia dove si respirava aria di cambiamento e di rinascita. Appena pochi mesi dopo, il 2 Giugno, fu eletta all’Assemblea Costituente e fu scelta tra le 75 persone incaricate di scrivere la Costituzione.

Un po’ di vita privata di Nilde Iotti

Nilde Iotti non fu, però, ricordata solamente per la sua carriera politica. Nello stesso anno iniziò la sua relazione con Palmiro Togliatti, già sposato con Rita Montagnana. Ovviamente la notizia fece scalpore, ma il loro amore era senza dubbio più forte di un’Italia ancora arretrata e bigotta e dei 27 anni di età che li separavano.

Nilde Iotti e Palmiro Togliatti

Leonilde Iotti e Palmiro Togliatti

Togliatti lasciò moglie e figlio per lei e insieme adottarono Marisa, una bambina rimasta orfana non solo di genitori, ma anche del fratello maggiore, ucciso dagli agenti della Celere, durante una manifestazione operaia del 1950.

La loro relazione terminò solamente con la morte di lui, nel 1964.

La presidenza della Camera dei Deputati

Nel 1948 Nilde entra a far parte della Camera dei Deputati e lì rimase, fino a quando prevalse la malattia che poco dopo la portò via. Il 29 Giugno del 1979 fu eletta presidente della Camera dei Deputati, la prima donna nella storia italiana. Ricoprì il ruolo fino al 1992. Rimase in carica come deputata fino al novembre del 1999 e tra gli applausi e la commozione di tutti, si dimise da tutti gli incarichi per le gravi condizioni di salute.

Il 4 Dicembre del 1999, Nilde morì.

Le battaglie di Nilde Iotti

Nilde Iotti è ricordata e sarà ricordata sempre per essere stata eletta nel giorno più importante nella storia della Repubblica italiana, per essere stata la prima donna a presiedere la Camera dei Deputati e, anche, per la sua storia d’amore con Palmiro Togliatti, ma non solo.

Nel corso della sua carriera e della sua vita, Nilde ha combattuto molte battaglie, per i diritti delle donne e di tutto il popolo italiano.

Nel 1955 fu la prima firmataria per la proposta di legge che prevedeva il versamento di una pensione per le casalinghe.

Nel ’74 si batté per il diritto al divorzio. Nel ’78 combatté ancora, affinché venisse approvata la legge sull’aborto.

Le battaglie di Nilde erano per l’uguaglianza e per gli equi diritti della donna nel mondo del lavoro, della politica, in famiglia e nello Stato.

I suoi ideali non moriranno mai.

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