Angela Davis, la pasionaria che ispirò Jean-Claude Izzo

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Angela Davis

Angela Davis è diventata molto più di un nome o un’icona. Rappresenta piuttosto il simbolo della lotta per gli ideali femministi e antirazzisti negli Stati Uniti.

La sua è una storia di rivalsa sociale, di lotta per affermare la propria indipendenza e i propri diritti. Il soprannome di “pasionaria” le calza alla perfezione. Perché Angela Davis è sempre stata animata da una sconfinata passione per la libertà e la lotta contro qualsiasi forma di oppressione.

Ma chi è questa donna che negli Stati Uniti ha pagato duramente per difendere i suoi ideali, ed è stata celebrata dai Rolling Stones, da John Lennon e Yoko Ono, dal Quartetto Cetra e perfino dal poeta francese Jean-Claude Izzo? 

Scopriamo insieme la storia affascinante di uno dei grandi personaggi di questo secolo.

Angela Davis, una vita per la politica e il femminismo

Angela Davis è nata a Birmingham nel 1944. Fin dall’infanzia la sua vita è segnata dall’odio razziale. Negli Stati uniti del primo dopoguerra infatti la discriminazione fra bianchi e neri era ancora vissuta in maniera altamente drammatica.

La ragazza cresce respirando queste atmosfere e sognando di cambiare un giorno le carte in tavola. Per sé stessa, per la sua famiglia, per migliaia di persone di colore in tutta l’America degli anni ’60.

Una giovane Angela

Angela Davis durante un comizio

Nonostante il clima di tensioni, Angela si iscrive alla Little Red School House nel quartiere di Greenwich Village, storicamente più “aperto” e tollerante. La sua carriera universitaria la porterà prima nel Massachusetts e successivamente in Francia e in Germania. E’ in questo periodo che la ragazza abbraccia gli ideali del movimento giovanile comunista degli Stati Uniti. Una “fede” per cui Angela Davis continuerà a combattere fino al 1991.

Nel suo Paese, la donna diventa ben presto una dei leader del Partito Comunista grazie a un innato carisma, alla sua determinazione e alla sua grinta. La visibilità ottenuta la rende però un personaggio “scomodo”, e i suoi detrattori cavalcheranno per anni l’onda lunga dell’arresto nel 1970.

L’arresto e la detenzione in carcere della “Pasionaria”

Angela Davis fu infatti ritenuta colpevole di aver fornito le armi usate nella rivolta di Jonathan Jackson e di alcuni esponenti del movimento Black Panthers.

Durante un’udienza in tribunale, Jackson e alcuni membri del Partito avevano fatto irruzione e preso in ostaggio la corte. L’inseguimento da parte delle forze dell’ordine si era concluso con numerose vittime da ambo le parti.

In seguito alle indagini sulla rivolta, Angela Davis era stata incriminata con le accuse di rapimento, cospirazione e omicidio. Sarebbe infatti stata proprio lei a procurare i fucili e le altre armi utilizzare da Jackson e dai suoi compagni.

Free angela

Il movimento per liberare Angela Davis coinvolse anche artisti e celebrità

Angela scontò la sua pena nel carcere di Marin. Ma la sua vicenda non passò inosservata e anzi alimentò più che mai la sua popolarità mediatica.

Proprio dal carcere la Davis riuscì a influenzare la cultura di massa. E’ stata celebrata in canzoni, poesie e i movimenti per la sua scarcerazione hanno coinvolto esponenti di tutto il mondo.

Successivamente Angela Davis fu riconosciuta innocente e scarcerata con formula piena. Dopo la traumatica esperienza, la “pasionaria” tornò a combattere in prima fila per i diritti delle donne e delle minoranze etniche.

Angela Davis nella cultura di massa

Dagli anni ’60 sono stati numerosi i riferimenti ad Angela Davis e alla sua lotta nella cultura popolare.

Come abbiamo visto, l’esperienza carceraria della donna fu raccontata da alcuni dei più grandi artisti dell’epoca. Il mondo artistico insorse con rabbia per impedire che la Davis potesse essere condannata a morte.

Angela Davis, icona del femminismo e della lotta per i diritti

Angela Davis

Ad esempio i Rolling Stones nella canzone “Sweet Black Angel” si fanno portavoce della sua attesa per un giudizio da cui dipenderà la sua vita:

She countin’ up de minutes,
She countin’ up de days,
She’s a sweet black angel, woh,
Not a sweet black slave.

(Sta contando i minuti,
Sta contando i giorni,
Lei è un dolce angelo nero, woh
Non una dolce schiava nera)

Anche John Lennon in “Angela” si lancia in un’accorata difesa della donna;

They gave you sunshine
They gave you sea
They gave you everything but the jailhouse key
They gave you coffee
They gave you tea
They gave you everything but equality

(Ti hanno dato la luce del sole,
Ti hanno dato il mare,
Ti hanno dato tutto meno che le chiavi della cella.
Ti hanno dato caffè
Ti hanno dato te’
Ti hanno dato tutto tranne l’imparzialità)

E Jean-Claude Izzo, il poeta marsigliese autore tra l’altro della fortunata trilogia noir con protagonista Fabio Montale, le ha dedicato perfino una piece teatrale.

Una rappresentazione che racconta il calvario giudiziario della combattente Angela, ma anche la storia toccante e sentita dell’Angela Davis ragazza e poi donna. E il suo cammino in un mondo ostile, che troppo spesso ha voluto metterle i bastoni fra le ruote.

Ancora oggi la Davis è uno dei personaggi più influenti nell’ambito dei diritti civili delle minoranze e del femminismo. Perfino il recente film di Spike Lee, “BlackKlansMan”, ha voluto renderle omaggio con il personaggio della ribelle studentessa Patrice, che a lei si ispira.

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