Regionali Sardegna, conosciamo Vittorina Baire

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Vittorina Baire

Mai come questa volta le elezioni per il rinnovo del Consiglio della Regione Sardegna hanno visto tanta partecipazione soprattutto da parte delle Donne.

Ho il piacere di continuare ad intervistarne tante, di ogni credo politico e ciò che tutte hanno in comune è sicuramente una gran forza di volontà.

Conosciamo meglio anche Vittorina Baire, Psicoanalista di Capoterra, leggiamo insieme cosa propone per una Sardegna Migliore.

Chi è Vittorina Baire?

Vittorina BaireV: Sono candidata nella lista del Pd a sostegno della coalizione di centrosinistra, con Massimo Zedda presidente.

Sono psicoanalista, imprenditrice, consigliera comunale e presidente della commissione Pari opportunità del comune di Capoterra, un centro di quasi 24.000 abitanti vicino a Cagliari, dove sono nata.

Prima firmataria della mozione sulla Doppia Preferenza di Genere nello stesso Comune, uno tra i primi a esprimersi a favore della norma approvata dal Consiglio regionale nel 2017.

Sono promotrice di svariate iniziative a carattere culturale e scientifico volte a valorizzare la cultura di genere e generi.

Ho promosso e contribuito alla nascita nel mio Comune del primo centro d’ascolto per le donne vittime di violenza, in collaborazione con l’associazione “Donne al traguardo”.

Perché hai scelto di candidarti?

V: Mi riconosco nei valori del centrosinistra, progressisti, sostenibili, paritari e nel programma di Massimo Zedda.

Un programma che si rivolge a tutti senza differenze e parla a tutti, uomini e donne, delle grandi città, dei paesi, delle zone interne, dei piccolissimi centri.

Massimo Zedda ha dimostrato di credere nel valore delle donne, ha lavorato bene con le assessore, ha dato assegnato la delega alle pari opportunità, e vorrei proseguire su questo percorso e rilanciare.

Quest’anno per la prima volta in Sardegna si vota con la Doppia Preferenza di Genere.

Uno strumento prezioso per cercare di porre un freno alle disparità. Che sono macroscopiche nei numeri: 4 consigliere regionali e 56 consiglieri, solo una in più, 70 anni dopo, di quelle elette nel 1° consiglio regionale del 1949.

La Sardegna in questa tornata elettorale può davvero fare la differenza. Per ridurla, questa differenza. 

Ma serve un gioco di squadra al femminile e un sostegno da parte di quel mondo maschile che si riconosce nei valori di una società democratica e paritaria. 

Servono più donne in Consiglio regionale per una gestione della cosa pubblica a più voci e più donne in Consiglio possono fare massa critica e avere uno sguardo diverso con attenzione ai cambiamenti possibili.

Come prima firmataria della mozione sulla Doppia Preferenza di genere nel mio Comune ho sentito la responsabilità di impegnarmi in prima persona.

A cosa daresti priorità nel caso venissi eletta?

Vittorina BaireV: Mi batterò per un’equa rappresentanza femminile in tutti gli ambiti: politico, sociale, economico, culturale, perché ci sono troppi squilibri e disparità nelle istituzioni, nei posti di responsabilità, nel mercato del lavoro. 

Da subito continuerò a impegnarmi per la valorizzazione del ruolo delle donne nella società attraverso azioni concrete come ad esempio:

realizzazione di infrastrutture sociali, centri di ascolto, azioni a sostegno della conciliazione vita lavoro;

iniziative culturali e scientifiche per diffondere la cultura di genere e reti di fiducia trasversali in ogni territorio.

Lavorerò a 360 gradi per portare avanti le politiche di genere.

Sono stata assessora ai trasporti e politiche per la mobilità per la Provincia di Cagliari.

Ho promosso e realizzato un progetto destinato ai giovani e alla sicurezza stradale, il primo in Italia.

Mi impegnerò per ottenere fondi per la realizzazione di infrastrutture, per facilitare i collegamenti con i paesi della Sardegna, compresi i piccolissimi centri.

Abbiamo bisogno di poterci muovere e dentro e fuori dall’Isola a prezzi contenuti e in tempi rapidi e certi.  

Mi impegnerò per favorire lo sviluppo e la creazione di cultura, in tutte le sue forme.

Anche con azioni anti dispersione scolastica, fenomeno che in Sardegna assume dimensioni drammatiche:

nell’Isola i ragazzi che abbandonano il percorso scolastico sono il 18,1%, uno dei tassi più alti del Paese.

È prioritario favorire investimenti nell’istruzione dei nostri ragazzi, che solo con idonei percorsi di studio e formazione possono essere liberi, autonomi, fautori del loro destino.

 

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