Regionali Sardegna, conosciamo Antonella Casula

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Antonella Casula

Proseguono le interviste de La Frack Magazine alle candidate alle prossime elezioni regionali in Sardegna.

Conosciamo meglio Antonella Casula che ci racconta la sua idea di Sardegna.

Chi è Antonella Casula?

Antonella CasulaA: Sono nata a Torino il 10 marzo 1964, da due genitori meravigliosi, Babbo Ciccio che mi ha trasmesso la passione per la politica e Mamma Lalla quella per la buona cucina.

Insieme la voglia di scoprire, di studiare, di sorridere, di essere sempre disponibile, di cogliere il massimo da ogni esperienza. Ho trascorso la mia infanzia e l’adolescenza a Norbello, paese che mi ha vista crescere e diventare donna di sinistra, sempre rivoluzionaria.

Inizio a lavorare subito dopo il diploma, prima a Ghilarza e poi a Oristano.

Incurante della supplica dei miei genitori, che provarono in tutti i modi a convincermi che prendere la laurea doveva essere la mia priorità, ma allora non gli diedi retta.

Nel 1996 mi trasferisco a Cagliari con Sandro mio marito, con cui condivido la passione per la Politica, quella con P maiuscola, un po’ meno quella per la cucina, però lui mangia e apprezza tutto ciò che io preparo.

A Cagliari cambio lavoro e decido che i miei genitori dovevano essere accontentati e mi iscrivo all’Università, mi laureo in Psicologia e grazie a quello che io definisco “bernoccolo dello studio”, mi iscrivo e mi diplomo anche alla scuola di specializzazione, esperienza che mi ha cambiato la vita.

Perché hai scelto di candidarti?

A: Sono stata allevata a omogeneizzati fatti in casa e sana politica di sinistra, quando ero molto piccola mi addormentavo in braccio ai miei genitori o ai loro amici che discutevano di politica, quella bella, quella di sinistra, quella che voleva rivoluzionare l’universo.

Sono stata per vent’anni figlia di un amministratore e attualmente sono moglie di un sindaco, esperienze che mi hanno insegnato tanto e grazie alle quali, ho sempre pensato che mettersi a disposizione degli altri sia la cosa che gratifica di più.

Mio padre mi ha insegnato che la politica non deve essere una professione;

in politica si arriva dopo che si è maturata una esperienza lavorativa, bella o brutta che sia, ma che forma le persone e le rende indipendenti. Politica che deve essere al servizio degli altri e mai di se stessi.

Quando Massimo Zedda mi ha chiesto la disponibilità a candidarmi nella lista di FUTURO COMUNE nel collegio di Oristano, ho detto di si.

Perché sono convinta che oggi le sue idee e le sue proposte per la nostra bellissima Sardegna siano da condividere e sostenere, e la sua esperienza come Sindaco di Cagliari ne è la prova.

A cosa daresti priorità nel caso venissi eletta?

A: Sicuramente alla prevenzione.

Ho lavorato nelle scuole, con le famiglie problematiche e mi sono resa conto che la prevenzione è una tematica importante in tutto il nostro ciclo di vita.

Tesi confermata anche nel settore dell’edilizia, dove per anni mi sono occupata di formazione e R.L.S. (Rischio Stress Lavoro Correlato), settore non facile dove esercitare la mia professione.

Antonella CasulaEd è proprio grazie alla mia esperienza di Psicologa che ho capito quanto si può fare attraverso la prevenzione e l’aiuto psicologico, partendo dai più piccoli, con l’insegnamento del rispetto e dell’educazione verso sé stessi e verso gli altri.

Perché non bisogna aver paura o vergogna di chiedere aiuto quando si è in difficoltà.

Ho sempre saputo che la famiglia è riconducibile a quel nido dove ci si sente accolti, amati e protetti, indipendentemente dalla sua composizione;

ma che a volte può non essere sufficiente ad aiutare i suoi componenti.

Ho imparato che anche gli anziani sono una grande risorsa, perché trasmettono sapere e vanno aiutati nei luoghi dove hanno deciso di vivere, dando loro tutti i servizi di cui hanno bisogno per concludere il loro percorso di vita nel miglior modo.

Tutto questo conduce a dare anche grandi opportunità lavorative, la mancanza di lavoro è il grande problema della nostra terra.

Mi adopererò perché i nostri ragazzi non siano costretti ad andare via dalla terra che li ha visti nascere, crescere e formarsi;

perché se è vero che dobbiamo aiutarli nel loro percorso di crescita e studio, dobbiamo aiutarli a far si che la loro professionalità e le loro competenze, siano condizioni indispensabili per il lavoro che svolgeranno nella nostra meravigliosa terra.

 

 

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