Regionali Sardegna, conosciamo Claudia Sarritzu

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CLAUDIA SARRITZU
Continua il viaggio de La Frack nel mondo delle Donne Sarde candidate alle prossime elezioni Regionali.
Abbiamo raggiunto Claudia Sarritzu, giornalista ed autrice del meraviglioso saggio Parole avanti, Femminismo del terzo millenio, del quale vi consiglio caldamente la lettura.
Ma andiamo a conoscere più da vicino Claudia!

CHI E’ CLAUDIA SARRITZU

Claudia SarritzuC: Sono nata a Cagliari nel 1986. Ho frequentato il liceo classico Dettori e contemporaneamente all’inizio dei miei studi in Giurisprudenza ho cominciato a collaborare con Radio Press diretta da Vito Biolchini, facendo parte della redazione del Giornale radio e come inviata di altri programmi di informazione. Successivamente sono passata a Radio Golfo degli Angeli diventando autrice e conduttrice di due programmi: Tutti giù per terra (sul tema della disoccupazione in Sardegna) e Punto e a Capo (Interviste politiche).
Ho collaborato con il mensile di approfondimento economico Sardinews diretto da Giacomo Mameli, ho lavorato per Sardegna24 diretto da Giovanni Maria Bellu, ho confezionato servizi video per L’Espresso.
Ho fatto parte della redazione del famoso blog L’Isola dei cassintegrati, fondato da un gruppo di ragazzi dopo la protesta dei lavoratori Vinyls all’Asinara.
Dopo questa esperienza ho pubblicato per la Ethos edizioni il libro “La Sardegna è un’altra cosa”, viaggio nell’isola della crisi economica che ho presentato al Salone del Libro di Torino.
Ho vinto il Premio letterario Città di Cagliari con un romanzo inedito. Adoro leggere quindi collaboro con varie associazioni culturali in veste di presentatrice di serate letterarie e reading. Ho lavorato negli uffici stampa di due consiglieri regionali per due campagne elettorali della Sardegna. Dopo aver partecipato alla stesura di Volti Parole (raccolta di racconti ideata da Antonio Cipriani) sono entrata a far parte delle syndication di Globalist, prima coordinando il sito locale Cagliari.globalist poi passando alla redazione centrale dove mi occupo oggi di politica nazionale e internazionale.
Collaboro con Il Giornale dello spettacolo, storica testata culturale diretta dal regista e sceneggiatore Marco Spagnoli. Collaboro anche con la rivista lussemburghese PassaParola Magazine in lingua francese trattando il tema della violenza sulle donne. Ho pubblicato lo scorso novembre, dopo anni di studio sull’argomento, un saggio sul linguaggio di genere e la corretta narrazione della violenza “Parole avanti, femminismo del terzo millennio” con Palabanda edizioni. 

Perché hai scelto di candidarti?

claudia sarritzuC: Era l’ultimo dei miei pensieri, presa dalla promozione del libro e dl mio lavoro quotidiano per Globalist.
A inizio gennaio mi è arrivata una chiamata da Massimo Zedda l’attuale sindaco di Cagliari, candidato presidente alle regionali in una coalizione di centro sinistra. Ho risposto subito sì. In quei giorni ho ripensato ai miei dieci anni nel mondo dell’informazione, sia sarda sia nazionale e mi sono resa conto che ho sempre interpretato la realtà attraverso la lente dei miei valori e dei miei sogni di ragazza di Sinistra. Sì, che bella questa parola: Sinistra. La rivendico, la pronuncio a voce alta, la scrivo con la lettera maiuscola.

Ho detto di sì perché con i miei libri e il mio lavoro su Globalist occupandomi di politica nazionale e internazionale, scrivendo di politiche di genere, sono anni che faccio politica. Per gli ideali in cui credo, mi sono esposta e scontrata senza badare alle conseguenze tante volte e anche oggi ci metterò faccia e cuore.

Ho detto sì perché è facile stare sempre dall’altra parte, fare gli schizzinosi, impegnarsi solo se la vittoria è garantita, elencare problemi e non cercare mai le soluzioni.

Sarà durissima questa campagna elettorale, ma io sono una giovane donna che dalle parole vorrebbe passare ai fatti. Sarà la mia determinazione e passione a guidarmi in questa campagna elettorale.

Desidero che ci siano più donne in politica? Più giovani? E allora non potevo dire no.

E ultima cosa: non abbiamo più scuse. Se vogliamo rinnovare davvero l’assemblea sarda questo è il momento giusto. Se vogliamo davvero più donne dobbiamo semplicemente scegliere più donne. Nessun capo lista, nessun listino bloccato. Questa volta tocca a noi scrivere la nostra preferenza sulla scheda. Io posso promettervi la mia coerenza, la mia serietà e la mia testardaggine nel perseguire un sogno, a voi spetta il compito di scegliere il nome di chi vi rappresenta. Chi vi rappresenta al meglio

A cosa daresti priorità nel caso fossi eletta?

C:  Mi fido delle capacità amministrative di Zedda.

In 8 anni la mia città è diventata bellissima e la qualità della vita è migliorata a dismisura. Le priorità per questa maggioranza nel caso fosse eletta sarebbero di certo un impegno deciso sulla mobilità per i sardi che finalmente ci permetta di viaggiare dentro e fuori dall’Isola con minori difficoltà possibili. Una riforma sanitaria che questa volta invece che concentrarsi sulla gestione manageriale si impegni nell’abbattere le liste d’attesa e onori realmente il diritto alla salute. Un argomento a cui tengo in particolare sono i disturbi alimentari sempre più frequenti tra i giovanissimi. Non esistono centri che si occupino di questi ragazzi che possono curarsi solo se hanno i soldi per partire e raggiungere Todi in Umbria. Chi non ha una famiglia ricca alle spalle rischia di morirci di anoressia in Sardegna. 

Rafforzare il Reis, che ci copiano tante altre regioni.

E puntare molto sulle due università di Sassari e Cagliari perché possano essere luoghi di formazione attrattiva anche per studenti della penisola, una inversione di marcia insomma, sperare che arrivino più studenti e meno ne partano. Ovviamente vorrei anche poter contribuire a legiferare per la tutela delle donne, aumentare i finanziamenti ai centri antiviolenza, creare una rete di associazioni che possa consigliarmi nella proposta di norme che diano davvero speranza alle donne vittime di soprusi e ai loro figli. Studiare veri e propri percorsi per uscire fuori dal centro antiviolenza con una nuova vita, una indipendenza economica e una casa. Le idee sono tante, ovviamente, so per certo che Massimo Zedda è l’unico candidato che ha realmente interesse a impegnarsi perché la vita delle donne sarde migliori. 

Il mio lavoro è quello di ascoltare, quindi credo di essere in grado di rappresentare le istanze dei sardi e tramutarle in proposte di legge che abbiano come scopo quello di risolvere in parte i loro problemi. Nessuno ha la bacchetta magica non crediate affatto che esistano soluzioni facili per tutto. 

MI CANDIDO NELLA LISTA CIVICA NOI, LA SARDEGNA CON MASSIMO ZEDDA PRESIDENTE, CHE RACCHIUDE ESPONENTI NOTI DELLA SOCIETA’ CIVILE
La foto in copertina è di Fabrizio Varioli

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